Come immaginavo, il lavoro per Madre Terra è sempre fonte di ispirazione e l’intervento fatto in questo periodo volto al recupero di un uliveto abbandonato mi ha dimostrato che spesso senza il nostro aiuto gli alberi più nobili non possono farcela. Infatti vi sono piante come l’edera che, prive di verticalità, sfruttano la robustezza degli altri nonché

la loro linfa per avvicinarsi alla luce, indifferenti al fatto che alla lunga questo loro egoismo comporterà la morte di quella che fu la loro eterna stampella.
L’ulivo infatti spesso cede a quelle radici che come artigli bucano la sua corteccia per succhiare la linfa dallo stesso elaborata ma che purtroppo non arriverà mai alla sua chioma. Solo l’amore per questo albero potrà spingere quel contadino a prendere drastici provvedimenti per riportare l’equilibrio con la speranza di essere al contempo perdonato da quell’albero che altri uomini suoi pari avevano abbandonato.