Un inverno passato ad meditare, una primavera passata a raccogliere più luce possibile e finalmente ecco il parto, ramoscelli imbiancati di fiori, sicuramente più numerosi delle foglie, più attraenti dell’intero albero. Questo è lo sforzo che in questo periodo l’ulivo compie ogni anno: produrre migliaia di fiori, tra i quali, in poco tempo verranno selezionati coloro che, in compagnia del calore estivo andranno a frutto. In una logica “umana” sembra uno spreco, in realtà la pianta, consapevole di non riuscire ad allevare tutti quei fiori, ne abbandona una parte, ma solo dopo averli fatti svuotare dalle api che quindi con quel polline, produrranno altri tipi di frutto.
In natura niente si spreca e soprattutto niente viene fatto senza una ragione.