Arrivò il triste momento, quel cagnone sempre arrabbiato scovò la sua tana e di conseguenza i suoi tre pargoletti. Occorreva quindi trovare di corsa un nuovo nido, sicuro, tranquillo, dove poter condurre allo svezzamento i nuovi arrivati. Un ambiente in cui anche gli uomini avessero rispetto per la procreazione.
Dopo tanti sopralluoghi eccolo, trovato, questo è il posto giusto, nascosto ma non troppo, con spazi adeguati alle future scorribande dei tre micetti e non lontano dalle fonti di cibo indispensabili per la gatta neomamma.
Quest’ultima quotidianamente offre inconsapevolemente lezioni di pedagogia al passante osservatore, il quale può notare come con coraggio amorevole i piccoli vengano lasciati alle loro esperienze di vita fatte di cadute, lotte, piccoli allontanamenti dal nido.
L’occhio della mamma è sempre attento ma ogni giorno si prolungano le pause della sua assenza e le distanze da cui osserva i propri figli. Tutto calcolato, se arriva un pericolo più grande dei gattini lei arriva ma se questo è proporzionato alle loro capacità lei si continua  a riposare.
Guai a chi si allontana troppo, viene subito ripreso per il collo e portato nel territorio assegnato a coloro che devono tutti i giorni imparare a vivere in un mondo che ad ogni angolo riserva insidie, pericoli ma anche tante soddisfazioni, basta solo aver avuto genitori coraggiosi, pronti a sopportare quelle piccole sofferenze che ogni cucciolo deve subire per entrare
gradatamente nel “MONDO DEI VIVI“.