L’ulivo, pianta dalle mille risorse è riuscito a farmi un regalo ben più sottile dell’oro giallo che solitamente mi dona da novembre a febbraio. Infatti in una mattina di luglio, durante la pulizia delle ceppaie (base della pianta) che in questa stagione vedono proliferare nuovi polloni in quelle piante eccessivamente vigorose, sono stato catapultato sui banchi di scuola, trovandomi di fronte al professor Ulivo, argomento della lezione :” La robusta gentilezza”.

Il suo intervento è stato necessario poiché nonostante tagliassi da ore questa vegetazione inutile, non mi ero reso conto che stavo sprecando un insegnamento, semplicemente perché avevo smesso di osservare; infatti il professore mi fece notare come, nonostante l’aspetto di questi rami giovani potesse far pensare ad una loro incredibile forza, bastava un colpetto ben assestato alla loro base, per farli crollare a terra come grissini, a differenza di altre fronde che con fare gentile si chinano dalla chioma verso terra cariche di frutti, l’aspetto delle quali potrebbe far pensare a debolezza ed invece pur sottoposte ai colpi della pertica che il contadino sferra per abbacchiare le olive, queste fronde resistono all’impeto e già pensano a rigenerarsi per l’anno successivo.

Da qui, la morale:”ricorda giovane contadino, non sempre ciò che ha le sembianze di una forma vigorosa possiede altresì un’anima tenace”.